Contadini

Smettila con queste cantilene e con questi rosari!
Chi adori nell'angolo più buio e solitario
di questo tempio con le porte sbarrate?
Apri gli occhi e guarda!
Il tuo Dio non è davanti a te.
Egli è la
dove il contadino ara la terra dura
e sulla strada dove fatica lo spaccapietre.
Egli è con loro
sotto il sole e sotto la pioggia
e le sue vesti sono coperte di polvere.
Levati quel mantello sacro
e scendi come lui sulla terra polverosa!
Liberazione?
Dove credi di poterla trovare?
Il nostro maestro con gioia si è caricato
di tutte le catene del mondo
e si è legato a noi per sempre.
Esci dalle tue meditazioni
e lascia fiori e incensi!
Che male c'è se le tue vesti si fanno cenciose e sporche?
Vagli incontro e stagli vicino
nella fatica e nel sudore della fronte. Tagore, Gitanjali, n.11

Un giorno Mosè e Aronne vennero dal Faraone e gli annunziarono: "Dice il Signore, il Dio di Israele: "Lascia partire il mio popolo perché mi celebri una festa nel deserto!" [...]

Il re d'Egitto disse loro: "Perché, Mosè e Aronne, distogliete il popolo dai suoi lavori? Tornate ai vostri lavori!" Il Faraone aggiunse: "ecco, ora sono numerosi piu' del popolo del paese, voi li vorreste far cessare dai lavori forzati!" In quel giorno il Faraone diede ordini ai sorveglianti del popolo e ai suoi scribi:"Non darete più la paglia al popolo per fabbricare i mattoni come facevate prima. Si procureranno da sé la paglia. Però voi dovete esigere il numero di mattoni che facevano prima, senza ridurlo."

Esodo 5,1-6,1

Lucio che aveva 36 mucche nella stalla disse:“La scuola sarà sempre meglio della merda”. Questa frase va scolpita sulla porta delle vostre scuole. Milioni di ragazzi contadini son pronti a sottoscriverla. Che i ragazzi odiano la scuola e amano il gioco lo dite voi. Noi contadini non ci avete interrogati. Ma siamo un miliardo e novecento milioni. Sei ragazzi su dieci la pensano esattamente come Lucio. Degli altri quattro non si sa. Tutta la vostra cultura è costruita così. Come se il mondo foste voi.

Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa, p.13

In queste ultime settimane ho avuto la prova di come il Maligno si diverta a dividere le comunità, le famiglie, e ogni forma sana di relazione vitale nel quale ognuno di noi cerca di tessere la propria esistenza. Non cediamo!!!! Con digiuni, preghiera e… sacrificio, cioè rendendo sacre le cose di tutti i giorni, come la terra per il contadino, la quale terra non lo tradisce mai. Senza distogliere i nostri occhi dalla meta: Dio, il nostro sommo bene.
Il faraone del profitto non può obbligarci a comprare, comprare, comprare. Non dobbiamo essere schiavi del lavoro, del possedere, del mio, del per me.
Ritorniamo a vivere semplice, senza dimenticarci che spesso chi suda e si spacca la schiena tra merda e fango non riceve il giusto salario (quanti stipendi in tasca dei padroni, ad accumulare interessi). Scende il costo del latte; gli allevatori in sommossa gridano contro il faraone della globalizzazione. I coltelli dalla parte del manico sono tanti. E a me non dovrebbe interessare? Vi hanno mai invitato ad una festa nel deserto? Sapessi che divertimento!!! Nel deserto! La voce maligna grida: “qui al Sud, in Puglia, in Calabria, non c'e' niente, perché ci hai portato nel deserto? Scappa via, lì nel luogo senza volti sarà molto meglio!” Invece, al BIT lo stand più visitato è stato quello della Puglia, meta turistica tra le più ambite. Altro che deserto!
È qui la festa!

Silenzio, facciamo silenzio…  operiamo per la fraternità, resistiamo uniti, lottiamo contro la divisione delle nostre comunità, sempre se di comunità ce ne sia una cui apparteniamo.

Vorrei scrivere i nomi di ogni volto che mi viene in mente ora, incontrati in questi giorni: i miei figli, mia moglie, i nostri familiari, gli ospiti della casa di accoglienza, mio cognato che mi invita a dargli mano nei lavori agricoli, i ragazzi a scuola, gli amici dell'Azione Cattolica, Giuseppe, senza casa, il vescovo Claudio, i giovani delle parrocchie di Mottola, il nonno di Maria che ha compiuto 92 anni, Giorgio e Donatella, in cerca di almeno una sicurezza economica, ma anche i volti di chi mi si è ri-voltato contro.

Ma io grido: ho visto una famiglia a San Basilio, nelle campagne, che abita in un fabbricato abbandonato senza acqua corrente che mi chiede di 'fargli il piacere' (pensate!!) di trasportare taniche d'acqua per lavarsi, cucinare, ecc.  Non grido teorie, non mi interessa il perché l'ultimo faraone non vuole invitarmi al tavolo di discussione dei giusti.
Non mi basta sentire i servizi sociali lamentarsi che non c'è più <paglia> denari.
Noi dobbiamo fare gli stessi <mattoni>, procurandoci la paglia col nostro sudore, di tasca nostra, quando necessita anche senza paglia, come il Vangelo ci insegna.

                 Buona prima domenica di quaresima, fratelli, rimaniamo uniti nella preghiera.

Filippo