Buon Natale 2014… a piedi nudi!!!

C’è una stagione della nostra vita in cui, presi dalla routine quotidiana e dal lavoro (quando c’è, ma anche quando non c’è), v’è il rischio di perdersi! Si, il rischio di dissolversi in se stessi senza più cercare al di là, nell’altro, una briciola di novità e di futuro.

Ieri mattina abbiamo preso la via del nostro mare…c’era un freddo! Ma c’era anche tanto sole… e tanta voglia di camminare a piedi nudi sulla sabbia. Un sole che abbagliava i nostri occhi riflettendosi nello specchio di mare dello Jonio che a orienta illumina lo stabilimento dell’ILVA con le sue ciminiere e ad occidente si rispecchia sulle cime lucano-calabre ancora poco innevate del Pollino e della Sila.

Una spiaggia tutta per noi, senza l’ombrellofusione dell’estate, solo il dolce movimento delle poche onde di una giornata serena due giorni prima di Natale. Qualche gabbiano ci precedeva, lasciando leggere orme sulla battigia vergine, rincorso da i nostri due cani, Pimpa e Zorro, anche loro impegnati a lasciare orme qua e là, tra le dune della spiaggia.

Piedi nudi.

Nudo come il giorno del mio natale, nudo come quando uscii da mia madre, nudo come davanti agli occhi di Dio. Nudi i piedi dei semplici, nudi i piedi dei nostri fratelli africani alla ricerca di speranze mareggiate sulle nostre coste, nudi i piedi di chi non può comprarsi le scarpe, nudi i piedi dei tantissimi bambini delle baraccopoli di mezzo mondo. Nudi i piedi di chi è schiavo. Nudi i piedi di Mosè davanti al roveto.

Nudi difronte alla nostra coscienza.

Piccoli piedi nudi, grandi piedi nudi. Con i calli o ben curati. Piedi che hanno camminato e lavorato tanto, piedi dei bimbi, lisci e profumati. Semplicemente piedi!

Nudi i piedi di Cristo sulla croce, nudi i piedi di Gesù accarezzati a Betania con l’unguento di nardo e le lacrime del peccato, nudi i piedi lavati dal Messia durante l’ultima cena.

“Che cos’è l’uomo perché te ne ricordi? Poco meno degli angeli lo hai creato”.

Che leggerezza! Immagino l’orma di un angelo sulla sabbia: poco meno leggera di quella di un gabbiano.

Che bello! Viviamo per lasciare un orma leggera leggera nel mondo, che poi a sera l’alta mare riappiana. “Tutto passa, passa la scena di questo mondo”.

Ho accarezzato i piedi nudi dei miei figli. Non l’avevo mai fatto. Tutto preso dalla corazza che mi porto addosso.

“Ritornate a me”, “Non temere io sarò con te”, sibila l’aria leggera sulla mia pelle.

Da lontano, dove la spiaggia e il mare si abbracciano, i bambini si rincorrono.

Ritornano a me tutti insabbiati.  Cercano il mio perdono (o forse preparano la difesa per farsi scusare da portare alla mamma, detta anche ‘lavandaia’).

Un abbraccio. Ma si!! Certe cose non tornano più!

Buon Natale

Filippo D’Elia
con Maria, Francesco, Matteo, Angelo, Giusy