Bambini e ragazzi in istituto: ecco la situazione

Il monitoraggio regionale dei servizi di accoglienza all'indomani della chiusura prevista dalla 149/2001: 188 i minori ancora accolti in strutture "tipo istituto", 9 le strutture in fase di adeguamento. 1.540 i minori allontanati dal nucleo familiare nel 2005, 1.260 nel 2006.

La data del 31 dicembre 2006 è scoccata implacabile per porre fine alla situazione dei minori in istituto, secondo quanto previsto dalla 149/2001. Lo scorso 21 dicembre nella riunione del Coordinamento degli assessori regionali delle politiche sociali, in sede di Conferenza delle Regioni, il sottosegretario Cecilia Donaggio ha presentato i dati nazionali al 15 dicembre 2006: sono 82 gli istituti ancora aperti e 712 i minori ancora inseriti. “In Puglia - dice Anna Maria Candela, dirigente del Settore Programmazione Sociale e Integrazione della Regione - risultano ancora aperte 9 strutture che continuano a definirsi istituti ma che nella gran parte dei casi operano già con un numero ridotto di minori (inferiore a 10) e con un’accoglienza abitativa assimilabile a quella delle comunità educative (max 2 posti letto per stanza), oltre che con progetti personalizzati per ciascun minore. In specifico, risultano essere 188 i minori che risultano ancora accolti in strutture tipo istituti, ma di questi solo 66 minori risultano accolti in due strutture che destano al momento qualche preoccupazione perché operano con un gran numero di minori e non hanno ancora completato il processo di trasformazione. Gli altri 122 minori risultano accolti nelle 7 strutture che operano già come comunità educative, comunità di pronta accoglienza e centri socioeducativi a ciclo diurno, pur non avendo ancora perfezionato le nuove autorizzazioni; le altre strutture rilevate come “istituto” sono già trasformate (pur in attesa di nuove autorizzazioni in alcuni casi).

Sempre dal monitoraggio effettuato dalla Regione Puglia alla data del 15 dicembre e dal confronto con i dati dell’anno scorso, è stato possibile rilevare che il numero di strutture per minori si è ridotto complessivamente nel corso dell’ultimo anno, passando da 161 strutture a 152. Dei 152 organismi in totale, 146 sono le strutture per l’accoglienza residenziale nelle forme consentite dalla l. n. 149/2001 (comunità educative, comunità familiari, comunità alloggio per gestanti e madri con figli a carico, comunità di pronta accoglienza), mentre 6 strutture risultano oggi operare solo in regime semiresidenziale come centri diurni, con il rientro dei minori in famiglia per le ore notturne. Al 31 dicembre 2005 erano residenti nelle strutture di accoglienza residenziali operanti in Puglia 1.540 minori che con provvedimenti del Tribunale per i Minorenni o della Procura sono stati allontanati dal nucleo familiare di origine, mentre al 31 dicembre 2006, secondo quanto dichiarato da tutti i gestori delle strutture operanti, risultano essere 1.260 i minori accolti nelle strutture (pari a 1.380 meno i 120 minori nei centri diurni), il che significa che si è ridotto il numero degli allontanamenti dal nucleo familiare oppure, più probabilmente, è aumentato il numero dei casi di minori adottabili oppure dati in affidamento ad altri nuclei familiari. Anche se, purtroppo, allo stato i Servizi Sociali dei Comuni, salvo poche eccezioni, non riescono a fornire un quadro completo dei dati sui casi di minori in affido.

“La strategia della Regione Puglia sulla L. 149/2001 è articolata – dice Elena Gentile, assessore regionale alla solidarietà – Oltre alla attivazione di un tavolo di confronto con i Presidenti dei tre Tribunali per i Minorenni in Puglia nei mesi scorsi e al coinvolgimento di tutti i Comuni cui abbiamo ricordato che hanno l’obbligo di verificare che a partire dall’1 gennaio 2007 tutti i minori di propria competenza siano allocati in strutture residenziali a norma, stiamo predisponendo per questo mese di gennaio le Linee Guida regionali sull’affidamento familiare dei minori per rilanciare lo strumento dell’affido anche nella nostra Regione; sulla base del monitoraggio condotto delle situazioni più critiche in tutti i Comuni, partiranno sempre in questo mese progetti mirati, con il sostegno economico della Regione (sono disponibili circa 300.000 euro) per l’avvio di percorsi di affido familiare, il sostegno di percorsi di rientro dei minori per i quali è possibile nelle famiglie di origine, percorsi per il trasferimento di minori in istituto verso altre strutture residenziali di tipo comunità educative o familiari”.

Fonte: Puglia Sociale News - Notiziario sulle politiche per il welfare n.2 - 16 gennaio 2007